Fonderie Pisano, il destino degli operai appeso alla decisione del Tar ma l’udienza slitta slitta di almeno un mese
Fonderie Pisano di Salerno, mentre sul futuro dello stabilimento di via dei Greci si addensa lo spettro dei licenziamenti collettivi i lavoratori, attualmente senza ammortizzatori sociali e in stato di agitazione, attendono sviluppi sullo scontro tra la proprietà e la Regione Campania, arrivato a un nuovo passaggio decisivo sul fronte delle autorizzazioni ambientali.
Slitta però di almeno un mese la decisione del Tribunale amministrativo sul futuro dell’opificio La proprietà ha infatti annunciato di voler sottoporre a Valutazione d’impatto ambientale (Via) un nuovo progetto per la riapertura dello stabilimento di Fratte che prevede l’attivazione di un solo forno elettrico.
La mossa a sorpresa dell’azienda non frena la Fiom Cgil, che rilancia in vista del tavolo decisivo fissato per il 10 novembre al Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy). Il sindacato ha proclamato per domani una giornata di mobilitazione con un presidio in piazza Amendola.
Al sit-in parteciperanno maestranze, famiglie e delegazioni di altre aziende del territorio. L’obiettivo è chiedere un incontro al prefetto Francesco Esposito per sollecitare tutti gli enti coinvolti ad assumere posizioni chiare in vista della discussione programmata a Roma.
La vertenza viaggia ora su due fronti paralleli. Da un lato, la Regione dovrà valutare il nuovo progetto basato sul singolo forno elettrico. Secondo l’avvocato dei Pisano, Lorenzo Lentini, l’impianto aveva già ottenuto le autorizzazioni quando operava in un sistema con forni a carbone, ormai dismessi: «Con il solo forno elettrico e i camini ridotti di volume ci aspettiamo un esito analogo. Ma è la Regione che deve decidere», ha spiegato il legale.
Dall’altro lato c’è il Tar: la nuova camera di consiglio è fissata per l’inizio di dicembre. In quella sede, tuttavia, i giudici amministrativi dovranno discutere della Via relativa al precedente progetto, che prevedeva tre forni elettrici.
Le richieste sindacali a istituzioni e azienda
Il sindacato chiede un vertice territoriale urgente prima del 10 novembre per chiarire le intenzioni aziendali. Le priorità riguardano l’attivazione di ammortizzatori sociali per scongiurare i licenziamenti e le garanzie sulla riorganizzazione temporanea a Fratte.
La Fiom chiama in causa direttamente anche il Comune di Salerno e il Consorzio Asi, chiedendo trasparenza sia sulla riapertura transitoria, sia sull’individuazione del nuovo sito in cui realizzare i futuri investimenti green, spingendo le istituzioni a non lasciare zone d’ombra sulla continuità occupazionale.





